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Diario di uno Cuckold - Torino


di Membro VIP di Annunci69.it sotto_bi
11.08.2026    |    360    |    1 9.5
"Il telefono riprendeva tutto, la mia hotwife gemeva e rideva: — “Guardatelo! È la mia vergogna personale… fate foto mentre lo scopate in due, voglio ricordi per umiliarlo..."
All’inizio eravamo solo una coppia di scambisti, curiosi, giocosi, con un profilo su annunci69 che lei gestiva con passione e controllo. Io, camionista sempre in viaggio, mi fidavo ciecamente delle sue decisioni. Quel profilo era la sua arma di potere: messaggi, foto, proposte… e io non facevo altro che obbedire.

Quella settimana ero in corsa a Torino. Lei pubblicò un last minute: “Siamo a Torino per qualche giorno. Mio cuckold è disponibile per uso totale. Condizione: vogliamo foto e video il più umilianti possibile.”

La risposta arrivò in fretta. Un coppia bisex: lei, una bionda mozzafiato, occhi di ghiaccio e curve da dea; lui, un uomo grigio, elegante, con lo sguardo sicuro di chi sa dominare. Dopo qualche scambio di messaggi, tutti i dettagli furono stabiliti. Io non ebbi voce in capitolo.

La mia Regina mi chiamò:

— “Vai in questo hotel alla periferia. Prenota una stanza. Devi prepararti per tutto, incluso l’uso anale. Alle 20 avrai ospiti. Li aspetterai nudo, in ginocchio, al centro della camera, con la gabbietta, il collare e la catena. Capito?”

La sua voce non lasciava scampo.

Obbedii.

Arrivai in albergo con il cuore in gola. Presi la camera, mi chiusi dentro e iniziai a prepararmi. Mi lavai con cura, depilai ogni parte, mi sistemai come mi aveva ordinato.

Mi inginocchiai al centro della stanza d’albergo, completamente nudo, con la catena fissata al collare e la gabbietta che stringeva il cazzo da 20 cm. Ero già sudato dall’agitazione, con il cuore che batteva forte. Sapevo che la mia hotwife stava seguendo tutto a distanza, pronta a comandarmi come un cane.

Alle 20 in punto bussarono. Una coppia entrò con passo deciso: lei, una bionda statuaria con lo sguardo gelido, lui, un uomo grigio e muscoloso, dall’aria dominante.

Appena varcarono la soglia, la donna alzò lo smartphone e disse:

— “Adesso chiamiamo la tua padrona… deve godersi lo spettacolo in diretta.”

Il display si illuminò. La mia hotwife apparve in videochiamata WhatsApp, già nuda, con un sorriso crudele. Era sdraiata sul letto, gambe divaricate, dita bagnate che scivolavano sulla sua figa.

— “Bravi, cominciate. Voglio vederlo umiliato pezzo per pezzo.”

Il grigio mi prese subito la testa e mi spinse sul suo cazzo. Io tossivo, gli occhi si riempivano di lacrime, ma lui non mollava. Ogni volta che cercavo di fermarmi, la bionda mi schiaffeggiava e ridendo avvicinava la camera al mio viso.

— “Più giù, più dentro! Voglio sentirlo soffocare!” disse la mia hotwife sullo schermo, le dita che entravano sempre più a fondo dentro di lei.

Poi mi misero a quattro zampe. Il grigio mi penetrò brutalmente da dietro, mentre la bionda mi teneva fermo lo strap-on sulle labbra, obbligandomi a succhiare come una troia.

Ogni spinta mi faceva gemere, il pavimento diventava bagnato dalla mia saliva che colava, ma non avevo scelta.

Il telefono riprendeva tutto, la mia hotwife gemeva e rideva:

— “Guardatelo! È la mia vergogna personale… fate foto mentre lo scopate in due, voglio ricordi per umiliarlo sempre!”

Quando la bionda mi pisciò in bocca, tenendomi il naso tappato, la mia padrona urlò:

— “Bevi! Non voglio vedere una goccia cadere! Dimostra che sei la mia fogna umana.”

Poi mi obbligarono a pulire con la lingua i piedi sporchi del grigio, mentre lui mi faceva sputare e leccare tutto come un cane. La bionda rideva, versandomi vino rosso in faccia per poi ordinarmi di leccarlo dal pavimento.

Ogni istante era un’umiliazione nuova, fotografata e inviata in tempo reale alla mia hotwife, che ormai gemeva senza sosta sul display.

Solo dopo ore, quando ero esausto, coperto di piscia, saliva e sudore, la mia padrona decise di concedermi la “ricompensa”.

— “Adesso fallo venire… ma in gabbia. Voglio che si sporchi da solo, come il verme che è.”

Il grigio mi prese di nuovo da dietro, forte e violento, mentre la bionda mi sbatteva lo strap-on in gola.

Io non riuscivo a resistere più. La pressione, il dolore, l’umiliazione… la gabbietta iniziò a vibrare, e improvvisamente venni, senza permesso, senza controllo. Lo sperma schizzò attraverso le fessure del metallo, colandomi lungo le cosce.

La bionda esplose in una risata, indicando il disastro alla videocamera:

— “Eccolo! Guarda Regina… si è ridotto a sporcarsi da solo come un cane in catene!”

La mia hotwife in videochiamata gemette forte, squirtando sullo schermo mentre si masturbava furiosamente.

— “Perfetto… bravo schiavo. Hai perso ogni dignità. Ora, a quattro zampe, lecca il tuo sperma da terra davanti a tutti.”

Così feci, piangendo e ringraziando, mentre la coppia mi faceva pulire anche le suole delle scarpe con la lingua.

L’ultima immagine della serata fu la mia padrona che rideva soddisfatta sul display, con il corpo tremante per l’orgasmo.

— “Bravo. Adesso so che Torino non ti dimenticherà mai. E domani… ti aspetta la vera punizione.”
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